....l'Alzheimer continuera' a scrivere la partitura piu' importante nella musica di Sol.

Blogger: Unaparolaperte
Nome: Sol
la musica del cuore...

04 Dic. 2004-Benvenuti in questo angolo di cuore.Lascio il pentagramma per seguire l'istinto dei miei pensieri. Navighero' verso l 'isola che non so per cercare musica dentro me, seguendo sentieri di parole tracciati da altri... Sol

12 Ott.2005-Da oggi la musica che ho dentro ha l'esigenza di uscire attraverso anche le mie parole. Parole che possono essere piene di errori, sgrammaticate e senza un filo logico. Come una nota distorta ma..anch'essa capace di far vibrare le corde dell'anima. "Il viaggio di una nota" rimane il titolo principale di questo blog. Sol in passato e' stata anche una serenata e, tra un pensiero e l'altro, tornera' ad esserlo. "In viaggio con l'alzheimer" sara' il titolo di coda che accompagnera' quella musica un po' piu' triste che il cuore di Sol non ce la fa piu' a contenere...Vi lascio cmq un sorriso perche',nonostante tutto, quando uscirete di qui lo voglio riflesso sul vostro viso... Sol.

1 Mar.2006- ...ti sei fermata un giorno... e io corro sola... Mi manchi scricciolo mio. Guardo l'orizzonte e scorgo un arcobaleno, forse e' il tuo sorriso, una dolcissima nenia e' trasportata da una nota in viaggio che suona la musica del cuore.Ti voglio bene mamma.

Ambarabaciccicocco' (...ccippo' ) tre civette sul como' (...sul popo') che facevano l'amore (...l'amore!? ci facevi l'escalamzione) con la figlia del dottore (....dottore) il dottore s'ammalo' (.......) ambarabaciccicocco'. (...ppippo'...)

Su Unaparolaperte scrivevo....2006-Era il primo giorno del mese che porta la primavera. Quando il sole inizia tiepidamente ad accarezzare la nostra pelle e tutto ha un risveglio. I colori, i profumi, la voglia di correre nei prati, e voli liberi...E' stato quel giorno che in un battito d'ali hai spiccato il tuo volo verso l'infinito.Lo hai fatto direttamente dalle mie braccia... lasciandomi qui... ed io sono crollata nel piu' freddo e spoglio inverno senza fine. L'inverno dell'anima. Un inverno da cui piano piano devo trovare il mio risveglio, mi hai sempre insegnato e dimostrato fino in fondo che la forza e' vita... ed io sto combattendo con tutta me stessa. Provo a tornare anche in questa casina amica, compagna di tanti periodi difficili...certa che il tuo raggio di sole mi aiutera' scaldandomi il cuore e la tua stella continuera' ad illuminare il mio cammino. Mi manchi...

"...e non poter capire perche' non e' come un tram su cui chi si vuol bene sale e viaggia e scende giu' ma tutti quanti assieme per sempre...."

"Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere"(R.Battaglia)

...io restavo zitto a fianco quando mamma stava male e sembrava Pulcinella dentro il pigiama bianco...(C.B.)

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... Andavo di fantasia, e di ricordi, è quello che ti rimane da fare, alle volte, per salvarti, non c'è più nient'altro. Un trucco da poveri, ma funziona sempre ...

Serenata in Sol - Claudio Baglioni - E' un po' che mi sento così giù di corda che chiedo scusa anche se acciacco una merda con te lontana la vita è più balorda la mia chitarra sta lì senza una corda - sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol - la prendo su prima che anche lei si perda - sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol - che più mi scordo di te e più mi si scorda - sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol vedi anche tu che non posso più farci niente se amo l'umanità ma non mi va giù tutta questa gente e resto qua nella castità e suonare mi basta e la musica non si ferma la musica è viaggiare e non è nemmeno sera e neanche una festa non è una canzone vera ma ti canto questa serenata per essere nata e per essere arrivata per il mio benessere così serena serenata un poco sderenata se la vita s'è arenata si è rasserenata già ci sono nato con questa irrequietezza se il cuore non è a due piazze ma è una piazza dove c'è asprezza dolcezza sconcezza purezza tristezza gaiezza e zazzà dove sta zazzà ma adesso come mi manca una carezza - sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol - e i baci e i calci di quella mia ragazza - sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol - che se arrivasse sarebbe una bellezza - sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol quando laggiù nell'effetto flou come un fiore di serra appari tu contro un cielo blu e dentro a un batticuore e salto su dalla gioia e giù via la terra da sotto e sul meglio no io mi sveglio e sto con la paranoia perché il mondo è fatto e ti fa perdere la testa se non sei un po' matto e non ti fa impazzire questa serenata per essere nata e per essere arrivata per il mio benessere o mia sirena serenata un poco sderenata se la vita s'è arenata si è rasserenata qua ho una mappa del tesoro se tu vuoi cercarmi sopra un sogno e sotto il toro in mezzo a una laguna dentro un giorno d'oro senza clacson senza allarmi senza orchestra e coro per accompagnarmi in una serenata per essere nata e per essere arrivata per il mio benessere sei tu umana o aliena serenata un poco sderenata se la vita s'è arenata si è rasserenata ma - sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol - sono solo sotto il sol e suono questa serenata in Sol

lunedì, 31 luglio 2006

Un gancio in mezzo al cielo...(dal cuore di Sol)

...alla fine poi sono andata. Si, a Retegno.
Il concerto e’ stato recuperato venerdi’ 28, problemi con il lavoro, con i recuperi, e sabato mattina dovevo essere di nuovo li’.
Al lavoro, con oltre 500km di strada tra andata e ritorno, meno di tre ore di sonno, una ragazza nuova da seguire con una stanchezza micidiale. Ma ce l’ho fatta.
Una serata che silenziosamente ho dedicato a tutte quelle mamme che non sono piu’ qui, non ha fatto il pezzo che avrei voluto condividere ma ne ha fatto un altro che mi ha scosso dentro con i battiti del cuore che galoppavano insieme a Patapan, con la stessa intensita’ della voce lungo la via dello sguardo verso il cielo.
Lui era sul palco, nel senso che sentiva di esserci. C’erano dei momenti in cui  la sua espressione, il suo corpo, i suoi movimenti andavano a fondersi con le note per un bell’insieme da gustare con la delicatezza dell’anima. Una serata piena di sfumature da cogliere, un pezzo iniziato e poi subito sospeso per lasciare spazio all’altro...perche’ nonostante tutto “non e’ quel tempo, e’ adesso in cui dobbiamo stare e andare avanti”. E non a caso La vita e’ adesso spenge le note appena iniziate di Mille giorni di te e di me.
Note e parole che si incontrano dentro al cuore facendo sosta sull’importanza della solitudine interiore da cui dover ripartire, continuando a viaggiare sicuri che fondamentale e’ la distanza da percorrere, oltre la meta.....
Bella serata, bel contorno, la culla del paese si e’ lasciata dondolare dal nostro arrivo dai nostri abbracci dall’eco delle nostre voci....tuttavia qualcosa su quel palco non mi ha convinto, probabilmente solo una sensazione data dal fatto che la mia predisposizione non era delle migliori....tanto che sul salto della vita le mie gambe non si sono mosse. Le strade di notte si illuminano di parole, confronti domande. Compagni
di viaggio i sorrisi lasciati li’ in quel quadrato a tratti magico, intermezzi di flash illuminano come lampi nel buio la mia mente.
......................................................
Dopo meno di 3 ore di nanna mi sono presentata al lavoro. La ragazza nuova avrebbe dovuto seguire me e non viceversa visto la mia mente lontano e ancora sfumata nei ricordi della sera. Ancora alla ricerca di quel qualcosa che si e’ perduto, con la speranza di ritrovarlo sulla strada del cuore. Un gancio in mezzo al cielo oscurato dagli eventi degli ultimi mesi. Un gancio in mezzo al cielo che speravo di poter tornare ad ammirare immediatamente come per incanto dal mio ritorno da Retegno e che invece e’ riuscito solo a fare capolino da quella nuvola nera padrona del suo spazio.
Improvvisamente un lampo nei miei pensieri confusi illumina la mia mente proiettandomi a Villa Borbone dove Claudio il pomeriggio avrebbe tenuto un incontro-intervista con la giornalista Rossella Martina in occasione della rassegna “Vorrei dir ma non oso...”
In fondo non ero molto stanca, perche’ non andare? Una manciata di Km mi separano dalla meta.Ma perche’ non c’ ho pensato prima? Anche tra me e Claudio un velo sull’entusiasmo....
Inizio a programmare, arrivo a casa propongo. Poco dopo le 17 mi ritrovo nel meraviglioso parco di Villa Borbone tra Viareggio e Torre del Lago. Nel “giardino” un piccolo palchetto con due sedie, due bicchieri e due bottigliette d’acqua.
Circa 300 persone tutt’intorno in un’attesa discreta e tranquilla.
Ore 18. Ecco Claudio Non me ne voglia, ma dalle prime parole ho gia’ capito che quella giornalista non mi piace. Fortunatamente in contropartita ho davanti un Claudio che ha voglia di chiaccherare, riuscendo a rendere interessante e/o ironica, ogni sorta di domanda spaziando nelle risposte tra parole che gli abitano la profondita’ dell’anima, sdrammatizzando immediatamente dopo con piccole “cialtronerie” su cui sorridere insieme. Mixando cosi’ momenti passati, verita’ nascoste e progetti futuri sotto un tiepido raggio di sole prima, e bagnati da gocce di pioggia poi. Pioggierella che fa scappare qualcuno dando a noi la possibilita’ di annidiarsi un po’ bagnati sotto il palchetto rendendo il tutto ancora piu’ informale. C’e’ spazio anche per le domande dei presenti...c’e’ spazio per riflettere ancora.
Sento che il mio cuore sta tornando a battere, sento che davanti ho il “quel” Claudio di nuovo. Un Claudio tranquillo, che nonostante il bicchiere davanti beve attaccandosi alla boccettina dell’acqua, un Claudio che gioca con la disponibilita’ che lo contraddistingue un Claudio che si racconta oltre le note, oltre il palco, oltre la musica. Continuo a guardarmi intorno. Una sensazione difficile da spiegare, da trascrivere, li’ in quel grande giardino avvolto dalla tranquillita’, dall’ascolto, dal crocevia di parole. Una chiaccherata tra amici sotto alberi secolari ...una chiaccherata alla quale non partecipo, se non alterandomi un attimo quando qualcuno gli chiede di inserire patapan in scaletta di tour come se cantarla fosse a comando, sminuendo il valore delle sensazioni, del “sentirlo dentro” quando ha voglia di condividere quell’attimo in determinate occasioni piuttosto che altre. Ora ho solo bisogno di incrociare di nuovo la sua strada, di fare tesoro di quel tempo, di appendere quelle tante parole, quell’atmosfera, credo irripetibile, al gancio in mezzo al cielo...perche’ sia piu’ pesante e cali giu’ dalla nuvola che lo sta oscurando.
Anche il vento e la pioggia alla fine si siedono ad ascoltare, e lassu', la festa in cielo s’illumina di colore. Sono passate quasi 2 ore, quando ci salutiamo li’ sullo sfondo di un arcobaleno che Claudio ci invita a osservare.Qualcuno gli chiede due strofe di Buona fortuna.”No dai, e basta sempre cantare”
Come dargli torto. Perche’trasformare una serata che a lui stesso e’ piaciuta, con la pioggia complice a disegnare intorno una cornice cosi’ naturale, uguale a tante altre.
Percorro leggera il viale della villa guardandomi intorno.E’ proprio un bellissimo luogo incantato. Le parole tornano gia’ in superficie come dei folletti pronti a saltare di cuore in cuore. Ho un cuore accanto in ascolto con cui ripasso la serata senza prendere respiro. Siparietti che a caldo ricordo, altri che sono riuscita da appuntarmi su un foglietto bianco felice di essere tornato a vivere.
Ripenso a quell’arcobaleno dietro le mie spalle, a Claudio che ci ha invitato a voltarci e ammirarlo. Un arcobaleno che sorrideva in quel contesto magico. Ripenso al lampo che la mattina ha scatenato in me la voglia di esserci annullando la stanchezza.
Ripenso ai segnali in cui credere o meno.
Ce la stai mettendo tutta per farmi ritrovare quel gancio in mezzo al cielo. Mi hai sorriso attraverso un arcobaleno di colori e hai corso per le strade del cuore insieme alle parole....per un gancio in mezzo al cielo che prepotentemente ieri si e’ fatto spazio oltre la nuvola in quel bosco incantato che sostituendo la strada.... ha fatto battere il mio cuore...
”Ci sono momenti nella vita in cui siamo piu’ sensibili, la pelle e’ piu’ sottile, i nervi piu’ scoperti, e allora si abbassano i sensi e si alzano i sentimenti....(Claudio dixit).” Cosi’ per lui nasce una canzone....cosi’ per me affiorano le parole....


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domenica, 23 luglio 2006

...ma adesso come mi manca una carezza....(dal cuore di Sol)

Ok. Hai vinto.
Ho sopravvalutato me stessa, la mia resistenza, e ne esco sconfitta, ora e' giunto il momento di fermare un attimo la mia corsa incontro alla forza d'animo e liberare cosi' tutte le lacrime che ho dentro.
Inutile non pensare. Inutile dirsi che il giro continua nonostante tutto. Prima devo fare i conti con l'anima....solo dopo forse potro' ripartire.
Sono giorni particolari questi. Non so se siano dovuti alla stanchezza o cosa... Giorni in cui non fa altro che piovere,  ho bisogno di cercarti in qualsiasi cosa, di pensarti forte fino a farmi male. Sono andata a fare la spesa e davanti a me avevo un figlio-grande con la sua mamma-piccola che La teneva per mano.
Sono dovuta uscire.
Di nuovo un ruolo che si inverte. Di nuovo una sensazione che mi trafigge il cuore. Di nuovo un frammento di tempo sfumato tra i ricordi.
Mano nella mano ti portavo a passeggiare ai giardini, l'amore per i bambini ti bloccava sorridente davanti a un passeggino con un bimbo a bordo... passeggiate accompagnate da brevi canzoni e filastrocche sussurrate sottovoce. Passeggiate di sorrisi mentre ti tenevo la mano o ti portavo sotto braccio.
Forse dovrei lasciare un po' questa casa che ci ha visto insieme protagoniste di questa battaglia contro il mostro, tutto lo trovo li' in ogni angolo e...se non lo trovo vado a cercarlo. Tato...per il momento ancora qui non viene, ci vediamo ma a casa sua.
Allora mi dico che e' normale se anche a lui questo luogo fa male, mi dico che con il tempo tutto si attenuera' e imparero' a conviverci ma questo tempo piu' si allunga, piu' mi allontana dal nostro contatto e piu' fa male...
Monamour come sempre e' vicino a me, ha sempre un sorriso da donarmi e mi dispiace rispondere a lui con la pioggia.Ma capira'...capira' che fino a che queste tenebre non l'ho vissute e stravissute dentro di me, difficilmente ne potro' uscire.
...ma perche' scrivo in questo spazio di te e di me...di noi...
- Perche' e' solo scrivendo che riesco a capire veramente cio' che ho dentro. Mi capita di iniziare a mettere giu' parole e alla fine dire a me stessa " ecco, questo e' quello che provo"  Come se fosse la mia anima a scrivere e le mie dita sulla tastiera solo una parte meccanica del mio corpo.
- Perche', nonostante fossi piccolina quando babbo e' stato chiamato alla festa in cielo, te me l'hai fatto vivere attraverso le parole e i ricordi. Come se fosse una presenza costante fatta di incontri nell'immaginario...e cosi' ho potuto sentirlo sempre presente nelle mie piccole e grandi occasioni.
E forse da li che, pur non sapendo metterle insieme, ho iniziato ad amare le parole. Sono le uniche in grado di rappresentarci la' dove tutto sembra essere finito. Attraverso di esse possiamo continuare a vivere, possiamo tramandare gli affetti a coloro che non li hanno conosciuti e vissuti affinche' possano anch'essi iniziarli ad amare.
Io continuo a domandarmi se sia giusto o meno rendere pubblico il nostro essere-ci stati.
Ma questo mio scrivere e' una cosa che non riesco a fermare. Come se fosse la sola possibilita' che ho per scontrarmi con i pensieri piu' nascosti, dando loro la possibilita' di uscire attraverso queste parole e liberarmi l'anima. E una volta liberata l'anima rileggerle vivendole, prendere coscienza di esse, sedermi accanto a loro e insieme continuare....
 Perche' niente vada perduto. Perche' anche coloro che non ti hanno vissuta abbiano la possibilita' di amarti...

"Secondo una definizione intuitiva, l'inconscio è l'insieme di quegli aspetti della mente che non sono accessibili alla coscienza. In questo senso si può parlare di meccanismi inconsci, in quanto si suppone che esista una "fabbrica" dei pensieri e delle idee che noi non conosciamo. Ma si può parlare anche di idee inconsce e di fantasie inconsce. Si suppone che ci sia un mondo dietro lo specchio: da una parte il mondo che ci è accessibile, il mondo dei fenomeni che è percepito dalla nostra coscienza; dall'altra parte dello specchio una specie di doppio, in cui esistono altre idee, altri pensieri, altre immagini, altri ricordi " ( G. Jervis )


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domenica, 16 luglio 2006

 ...sotto questo cielo muto...(dal cuore di Sol)

Sarebbe stato il mio primo concerto dopo il volo di lei verso l'infinito. Ma e' ancora troppo complicato per me trovare la strada da prendere e salire sulle ali di un sogno.Uno scalino troppo alto che non riesco a salire. Piu' facile rinunciare. Ieri ho scritto la frase di Claudio "...io non so piu' se vado verso o se all'inverso torno..." Per il momento queste sono le parole del mio giorno.
E decido di non esserci

Ma per C* la parola "resa" non esiste, e decide ( a me lo dira' dopo) che a Retegno ci saremo insieme.Fino all'ultimo non sono sicura che partiro', l'entusiasmo e' caduto in letargo, ogni piccolo ostacolo mi sembra un problema insormontabile, e, contrariamente a lei,  la resa e' la cosa che piu' mi caratterizza.
Sabato mattina mi alzo come sempre per andare al lavoro...poi sara' quel che sara'.
14,20. fino a che C* con il suo solito sorriso esplosivo non sale in auto ancora non ho ben chiaro cosa  sara' il mio esserci per me.
Partiamo, le parole iniziano ad annullare i km, un tratto di pioggia bagna i nostri silenziosi pensieri,  poi il sole torna ad illuminare le nostre speranze.
Uno squillo e parole di attesa si aggiungono a quelle di viaggio poi....di nuovo uno squillo che incupisce i nostri volti.Il concerto e' stato annullato, Claudio ha avuto un problema. Non e' grave. Siamo ormai a 60 km da quei sogni gia' presenti sul luogo e che immaginiamo smarriti, 60 km che si disputano la partita tra le note e uno stretto abbraccio...e poco dopo siamo li'.
Un paesino ci accoglie nella culla dell'attesa.La mia fantasia inizia a muovere le ali, pensare a Claudio in quel contesto.... un po' come immaginarlo a suonare nel cortile di casa. Un piccolo borgo che si stringe intorno a noi, viaggiatori provetti e di sempre, ieri sera senza note se non quelle scandite dal cuore per il rinnovo di incontri e sorrisi.
Don Alberto ci dice che ha avuto un ulteriore conferma di quanto Claudio abbia persone speciali intorno. Si riferisci alla pacatezza con la quale abbiamo appreso la notizia dell'annullamento, ed io una volta tanto sono orgogliosa di noi. Per un attimo cancello resse, sputi, spintoni, particolari sporadici che a volte purtroppo hanno caratterizzato altri incontri.
Ci fermiamo li' per un po' di tempo, e' un'aria particolare quella che si respira, un lungo tir inizia a smontare ma il calore che si e' creato intorno mi fa osservare da sopra il velo della tristezza. A poco a poco tutti riprendono la via di casa, ripongo nel cuore uno sguardo, un abbraccio, una carezza e anche noi salutiamo quella piccola culla di paese che ci ha accolto coccolandoci.Sono le 20 quando riprendiamo la via del ritorno.
Le parole tornano ad essere protagoniste della strada, narrano storie di vita, di sogni di speranze, di note perdute e/o ritrovate, di bambine che crescono che si perdono e/o si ritrovano.E narrano storie di mamme sempre con noi....
Ci fermiamo per una breve sosta, una voce che raggiunge la via di casa e poi la notte scende su di noi. Le luci, le stelle la luna Claudio che con la sua voce non ci molla per un secondo.E poi ancora parole, piu' del tempo, piu' dei km piu' di tutto le protagoniste di questo viaggio.
Arriviamo a casa, l'abatjour della luna si spenge e la culla del sonno ci attende.
Frammenti di pensieri prima di addormentarmi.... e' stato un bel concerto. Un concerto di parole, le note sono state rimandate a data da destinarsi ma da questo viaggio sono tornata a casa con una musica piu' grande nel cuore. Quella che scandisce il ritmo dell'amicizia, del condividere dello stare insieme.
Grazie di cuore C* per aver suonato questo concerto di parole con me.


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sabato, 15 luglio 2006

io non so più se vado verso o all’inverso torno... (dal cuore di Sol)

ok, tra poco parto.
Ho scritto solo qui che stasera saro' sotto un cielo speciale di note perche' sono ancora molto confusa.
Non riesco a capire se sono contenta o meno
Non ci sarai tu al ritorno, non ci potremmo sedere insieme sulla panchina come un tempo, non mi porto' sedere sul tuo lettino a raccontarti come solitamente facevo in attesa di cogliere un tuo sorriso in un momento di lucidita' che passava di li per caso e ti faveva balbettare "mammia, senti li'!" Fatico a capire che cos'e la vita e cosa non e' la morte.
Ma ho chiaro che questo mio primo concerto da quando hai spiccato il tuo volo e' dedicato a te. A tutti quei momenti che insieme cantavamo Claudio prima per sorridere, poi come terapia, a quella traccia che per caso un giorno di gennaio ho registrato, dove io ti canto il ritornello di "Sono io" e te con la tua nenia mi vieni dietro balbettando qualche parola qua' e la'... ma che ancora non ho avuto il coraggio di riascoltare...vabbe'....vado....e te sarai con me. Come sempre.

Il nostro concerto - Umberto Bindi

Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi troverai.
Vedrai lo sguardo che per me parlò
e la mia mano che la tua cercò.
Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi rivedrai
e troverai un po' di me
in un concerto dedicato a te.
Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi troverai.
Vedrai lo sguardo che per noi parlò
e la mia mano che la tua cercò.
Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi rivedrai
e troverai un po' di me
in un concerto dedicato a te.
Ovunque sei... ovunque sei...
dove sarai... mi troverai vicino...
Ovunque sei... (ovunque tu sarai)
Ovunque sei...(ovunque adesso sei)
Dove sarai... mi troverai vicino a te.


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martedì, 11 luglio 2006

"...è vero che i sogni non si mangiano, ma che è altrettanto vero che nutrono...." (C.B.)
Torno a Milano. no no, non per visite, quelle per alcuni giorni le ho mandate in ferie...
Torno a Milano a vedere Claudio. A mia insaputa mi hanno preso un biglietto per il concerto che sabato sera Claudio fara' a Retegno. L'entusisamo di sempre non c'e'.Pero' la fantasia in questi giorni che precedono "l'evento"sta iniziando a risvegliarsi. E' gia' qualcosa....almeno questa volta saliro' con la speranza... di riaccendere un sogno...poi si vedra'.


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lunedì, 10 luglio 2006

...e festa sia... (dal cuore di Sol)

C'era una volta una bambina.
C'era una volta una mamma che aveva paura dei tuoni e dei lampi ma non voleva trasmettere questa paura alla sua bambina.
C'era una volta una storia. La storia che la mamma raccontava alla sua bambina per poterla incantare davanti al temporale e scacciarle cosi’la paura.
La storia narrava di una festa in cielo. Gli angeli si riunivano lassu' per dare vita a canti balli e fuochi d'artificio, la bambina incantata rimaneva con lo sguardo, oltre il vetro, rivolto al cielo  e sognava, sognava mentre il temporale avvolgeva nell'oscurita' piu' totale tutto cio' che la circondava....ma lei non si accorgeva di nulla. La sua mamma le raccontava di una festa in cielo e la bambina a quello pensava divertita.
.....................................................
gli anni passano, la bambina cresce e la mamma....diventa una bambina........
Un giorno la mamma viene chiamata dagli angeli. La bambina, ormai donna, e' disperata. Il sacerdote le racconta una storia....
La storia narra di una festa in cielo per l'arrivo di una mamma. Tutti gli angeli stanno festeggiando il nuovo arrivo, l'evento e' una nuova nascita e la festa ha tutto il sapore di un battesimo....
La bambina, ormai donna, si ricorda della storia che le narrava la sua mamma quando era piccolina...curioso come a distanza di decine e decine di anni queste storie vadano ad intrecciarsi, una per scacciare la paura, l'altra per allontanare la disperazione....

Queste due storie oggi mi fanno compagnia. Forse non si sono incontrate per caso. O forse si.…
Pero' oggi e' il tuo compleanno e mi piace pensare che davvero lassu' qualcuno abbia fatto una festa per te....Buon compleanno mamma....ovunque tu sarai.


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martedì, 04 luglio 2006

...incerto come un uomo che si e' perduto....(dal cuore di Sol)

...il viaggio della speranza.Davanti a me il primario di una delle tre neurochirurgie del Centro Besta, che s'illumina in volto quando capisce che "potrebbe" essere cio' che sospettano. "bello!!! e' raro, in tutta la mia carriera ho fatto un solo intervento di quel tipo, se vuoi ti faccio vedere anche le foto!" e la speranza cade, in un girotondo di sguardi tra me e i miei angeli custodi.
I macchinari microscopici che hanno non sono utili a farmi una diagnosi precisa. L'unico esame che puo' accertare o escludere il "sospettato" e' la mielografia. Al Niguarda ne fanno 2 l'anno con il rianimatore accanto. Al Besta non ho avuto il coraggio di domandarlo.
Altro giro altra corsa....
Scricciolo mio, tutto cosi' insieme.... non riesco piu' ad equilibrare il mio spirito. Una mattina sorrido al sole, un'altra rispondo al suo sorriso con la pioggia. Andare incontro al nuovo giorno senza piu' lo spazio delle nostre coccole e' gia' pesante per me...doveva arrivare anche il sospettato a rendere ancora di piu' instabile la mia persona che fatico sempre piu' a riconoscere.....
Una volta ad ogni crollo ripartivo piu' forte di prima. Dovevo difenderti dal mostro scricciolo mio, dovevo trovare la forza per combattere per te e per me.
Oggi che devo difendermi da un mostro tutto mio, mi lascio sopraffare. Lascio che domini il mio spirito, il mio entusiasmo...ma dov'e' finita la tua bimba da battaglia? Dov'e' finita colei che usciva di casa indossando l'armatura per difendersi dal mondo?
Aiutami a ritrovare me stessa.... Mi manchi mamma....
" Ti aiutero' a risvegliare l'entusiasmo, a creare la forza che si stendera' intorno al mondo e lo racchiudera' come un globo azzurro..." da Il Cammino di Santiago - Coelho


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